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Come cambia l'accessibilità dei siti web con l'European Accessibility Act (EAA)
Il 28 giugno 2025 sono entrate in vigore le norme stabilite nell'European Accessibility Act. Un documento importante che avrà un impatto su tutte le organizzazioni e aziende attive anche online.
Da dove ha origine questo documento e cosa cambia per i siti web con l'EAA?
Entriamo nel vivo dell'argomento.
L'accessibilità come obiettivo condiviso
Nonostante l'EAA sia per molti una novità, il tema dell'accessibilità non è una cosa recente per le persone con disabilità ma, anzi, è quasi la conclusione di un lungo percorso che ha avuto inizio nel 2021 (o addirittura anche prima).
Nel 2021, infatti, è stata redatta da parte della Commissione Europea una nuova versione della "Strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030", basata sui risultati positivi raggiunti grazie alla "Strategia Europea sulla Disabilità 2010-2020".
Quest'ultima si poneva l'ambizioso obiettivo dell'eliminazione di alcune barriere, architettoniche e non, favorendo così un'inclusività maggiore. Già in questa prima strategia faceva la sua comparsa il tema dell'accessibilità, per garantire alle persone con disabilità l'accesso a beni, servizi e dispositivi di assistenza.
Con la Strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030 si cerca di fare ulteriori passi avanti e assicurare a tutti in Europa pari opportunità e un accesso equo alla società e all'economia.
Le barriere digitali, infatti, oggi continuano ad essere un grande ostacolo per la maggior parte delle persone. Basti pensare che in Italia il 98% dei siti web rimane poco accessibile e questo significa limitare a chiunque, indipendentemente dalle caratteristiche fisiche, sensoriali o cognitive, la possibilità di accedere e utilizzare servizi o contenuti tecnologici.
Ecco, quindi, che si arriva alla messa in pratica di alcuni accorgimenti anche nel mondo del web.
Cosa dice l'European Accessibility Act sull'accessibilità dei siti web nel 2025
Le norme interessano una vasta gamma di prodotti e servizi, indipendentemente dalla categoria merceologica, per andare a coprire la maggior parte delle piattaforme che presentano criticità.
Tra i beni che dovranno garantire l'accesso a tutti sono inclusi:
- Siti web e app di e-commerce;
- Servizi bancari digitali e terminali di pagamento;
- Computer, smartphone, e-reader e software;
- Servizi di telecomunicazione e assistenza clienti;
- Trasporti pubblici (biglietterie automatiche, siti web informativi, app);
- Libri digitali e contenuti multimediali;
- Servizi audiovisivi (TV, piattaforme streaming, video on demand).
Una novità rilevante riguarda l'ampliamento delle imprese coinvolte: non solo le grandi aziende, ma anche le piccole e medie imprese saranno tenute al rispetto delle disposizioni dell'EAA. Fanno eccezione solo le microimprese, ovvero quelle con meno di 10 dipendenti e con un fatturato o bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro, sebbene anche per queste sia previsto un incentivo all'adozione di pratiche accessibili.
Accessibilità 2025: su cosa si deve intervenire nello specifico?
Prima di tutto le informazioni dovranno essere accessibili tramite più canali sensoriali (quando possibile) e disponibili in forme testuali compatibili con le necessità dell'utente (è questa una delle maggiori casistiche di intervento che riguarderà i siti web).
Inoltre le interfacce utente dovranno rispettare i principi di utilizzabilità e comprensibilità, nell'ottica di garantire un'esperienza di navigazione inclusiva e completa per tutti.
Si tratta di interventi talvolta piccoli e altre volte consistenti, che possono però portare dei grandi benefici anche a chi li mette in atto.
Verifica dell'accessibilità dei siti web
Come dicevamo, tra gli strumenti per i quali necessariamente si dovranno prendere provvedimenti, ci sono i siti web, ancora complessi da utilizzare per persone con disabilità.
Secondo un recente report di WebAim che prende in considerazione proprio l'anno corrente, quasi il 95% delle home page di siti web presenta uno o più errori. Tra i più comuni:
- Testo a basso contrasto (79,1% dei siti);
- Mancanza di testi alternativi per le immagini (18,5% dei siti);
- Etichette dei moduli mancanti (34,2% dei siti);
- Pulsanti e link vuoti, che confondono gli utenti con disabilità visive.
Per stabilire i dettagli da correggere è necessario prima individuare il punto di partenza tramite una prima verifica, utile a capire caso per caso quando e come intervenire. Anche un sito "nuovo" infatti, potrebbe necessitare di qualche aggiustamento.
Le azioni di correzione più comuni potrebbero essere:
- Ottimizzazione del codice, per assicurare la piena compatibilità con gli strumenti di assistenza digitale;
- Riorganizzazione della struttura informativa e miglioramento della navigazione, per rendere l'accesso ai contenuti più intuitivo;
- Riscrittura dei testi e semplificazione del linguaggio, per garantire una comunicazione chiara e comprensibile;
- Adeguamento di moduli, file digitali e materiali multimediali, affinché siano accessibili anche a persone che utilizzano screen reader o altre tecnologie assistive.
Ma agire una tantum non basta.
L'accessibilità è un traguardo che si deve provare a raggiungere giorno dopo giorno. I problemi cambiano, le piattaforme cambiano. Per questo è necessario monitorare la conformità nel tempo, analizzare periodicamente l'esperienza dell'utente e stare al passo con le evoluzioni degli standard e le esigenze degli utenti.
Le conseguenze di un mancato adeguamento alla normativa EAA
Per le grandi, medie e piccole aziende con i requisiti sopra elencati, il mancato adeguamento potrebbe comportare sanzioni importanti (fino a 30.000 €), oltre a possibili contestazioni da parte degli utenti, danni reputazionali e penalizzazioni SEO dovute a strutture non ottimizzate.
Ma non è il caso di farsi spaventare. Le soluzioni che possono essere messe in campo con l'aiuto di professionisti sono molte. Per i clienti e chi lo desidera, esistono alcuni pacchetti che comprendono un audit iniziale e tutti gli interventi necessari a garantire la conformità di app e siti web.
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